Belik. IncarnationS

Belik. IncarnationS

Florian Poulin


A cura di Vincent Lecomte e M. Lapperier
9-18 novembre 2023
Saint-Etienne, Salle des Cimaises

Veduta della mostra

Giovedì 9 novembre alle ore 18:30 inaugura presso Salle des Cimaises, a Saint-Etienne, Belik. IncarnationS, mostra personale di Florian Poulin, a cura di Vincent Lecomte e Mattia Lapperier.

Una ferocia palpitante

di Mattia Lapperier

La scultura di Florian Poulin reca in sé una condizione di conflitto permanente. Le sue belve dai denti aguzzi e minacciosi sono esseri feroci colti in posizioni plastiche. L’artista oppone strenua resistenza alla tenacia del materiale metallico, per piegarlo al suo volere. Anche le operazioni di saldatura non sono meno intense, da un punto di vista pratico-esecutivo. Poulin è artista-artigiano nel senso più nobile del termine. Segue scrupolosamente ogni processo, da quello ideativo, alla modellatura in cera, all’esecuzione dello stampo, sino alla fusione in bronzo a cera persa. Nonostante per quest’ultima fase sia coadiuvato da artigiani specializzati, avverte comunque la necessità di essere presente, così da percepire persino il calore sprigionato dal bronzo fuso sulla propria pelle.

Il bronzo allo stato liquido, materiale palpitante e magmatico, molto pericoloso se venisse in contatto ravvicinato con l’essere umano, racchiude già in sé quella ferocia che caratterizza le composizioni finite. Una volta raffreddato e congelato nella posa definitiva, il metallo dà forma a una scultura che mantiene inalterato l’originario palpito emotivo. L’opera diviene così un manifesto esistenziale della precarietà connaturata alla condizione umana.

I lavori, che nel loro insieme danno vita a un composito bestiario, nonostante traggano ispirazione da animali esistenti come il lupo o la scimmia, non rappresentano affatto nessuna belva nello specifico, né esistente, né fantastica, né mitologica. Ciò che preme all’artista è piuttosto alludere alla brutalità congenita dell’uomo che induce quest’ultimo alla violenza contro i suoi simili, contro specie diverse, persino contro se stesso. Il velato riferimento sotteso a ogni opera di Poulin pare essere quel celebre motto latino homo homini lupus, che letteralmente significa “l’uomo è lupo per l’uomo”. Il noto proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto, è poi stato ripreso, discusso e reso famoso nel XVII secolo dal filosofo inglese Thomas Hobbes. Tale concetto allude alla condizione umana allo stato di natura, senza che sia regolamentata da alcuna legge. Secondo Hobbes infatti la natura umana è fondamentalmente egoistica e a determinare le azioni dell’uomo intervengono soltanto l’istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione. La visione di Poulin non si discosta molto da quella del filosofo. La brutalità delle sue belve fa riferimento al comportamento assunto dall’uomo quando si sente attaccato, quando percepisce che qualcuno sta varcando i suoi confini, quando perde la ragionevolezza e regredisce a un atteggiamento ferino, primitivo, animalesco. La Chimera è una figura che ricorre nel suo lavoro. L’essere mitologico che i poeti greci descrissero con il muso di leone, il corpo di capra e la coda di drago, è simbolo di ferocia e arguzia; allegoricamente rappresenta pure un sogno irraggiungibile, un’ingannevole illusione. Anche suggestionato dalla visione diretta della Chimera di Arezzo, capolavoro bronzeo di arte etrusca, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Poulin individua nel mostro mitologico un essere ibrido, composto da diverse entità, proprio come l’essere a due teste che lo ha cresciuto e che per lui incarna la genitorialità. Da un lato la testa materna, gentile e amorevole, dall’altro quella paterna, violenta e dispotica, che – metaforicamente – è riuscito a decapitare e a far uscire definitivamente dalla propria vita. Tale antinomia influenza intimamente la scultura di Paulin. Una vicenda biografica dolorosa dischiude inedite possibilità di introspezione psicologica e permette all’artista di approfondire il rapporto con se stesso e con la sua scultura ferina, palpitante e, allo stesso tempo, piena di vita.

Ritratto di Florian Poulin

Belik. IncarnationS

Florian Poulin

A cura di Vincent Lecomte e Mattia Lapperier

Salle des Cimaises, 15 Ter Rue Henri Gonnard, Saint-Etienne

Inaugurazione: giovedì 9 novembre, alle ore 18.30

Periodo di apertura al pubblico: 9-18 novembre 2023

Orari di visita: su appuntamento.