
Prato privato
Caterina Giannotti – Groter Walpius
A cura di M. Lapperier
5 – 14 settembre 2025
Palazzo Buttini, Pontremoli

Prato privato
Una proliferazione incontrollata, originata da un gesto espresso in un habitat fecondo, genera un luogo pulsante di vita; un prato privato affiora in superficie entro dismesse mura domestiche, infestando lo spazio.
Donna Haraway nel 2016 ha introdotto per la prima volta il concetto di Chthulucene, come alternativa all’Antropocene e al Capitalocene, immaginando un’epoca fondata su relazioni multispecie, intrecci, simbiosi e coabitazioni ibride, in cui l’essere umano non è più al centro, ma solo un nodo all’interno di una fitta rete di relazioni. Secondo Haraway, per comprendere il mondo in cui viviamo, è necessario modificare radicalmente il nostro modo di concettualizzare la realtà, sviluppando quello che l’autrice definisce “pensiero tentacolare”.

Caterina Giannotti e Groter Walpius ricorrono a processi artistici non gerarchici, contraddistinti da una crescita progressiva e solo in parte preordinata. In occasione della sesta edizione di Oscillazioni propongono una serie di installazioni, appositamente concepite per le stanze di Palazzo Buttini di Pontremoli. Alcune di esse, realizzate a quattro mani, rinunciano all’autorialità in senso stretto, promuovendo, al contrario, l’emersione di una prospettiva partecipativa e trasversale, in linea con lo spirito del progetto.
Gli artisti innescano processi del tutto simili a quelli naturali, sia in fase ideativa sia in quella esecutiva, ponendosi in continuità con l’ambiente e non in competizione con esso. Ricercano un dialogo serrato con la natura che riverbera tanto nelle forme, quanto nei ritmi e nelle procedure, così come nella scelta dei materiali. Ferro e cemento, ormai inconsciamente associati a simboli di brutalismo architettonico, divengono sostanze che creano anziché distruggere. Fiori, ramificazioni, muffe e spore si diffondono in un ambiente domestico abbandonato, sino a soverchiarlo. Le opere germinano spontaneamente, impadronendosi del luogo come piante infestanti; quelle stesse erbacce indesiderate che Gilles Clément paragonava a “figure di libertà”, capaci di riconquistare uno spazio negato.
In quest’ottica, le aree in disuso, le rovine, le periferie – o, come in questo caso, un’antica dimora disabitata – si trasformano in territori di resistenza vegetale. L’opera-pianta sfonda il cemento e si riappropria di un ambiente che le era stato precluso; non necessita di autorizzazione, cresce ai margini, abita lo spazio e lo contamina.
Ad accompagnare i visitatori, una traccia musicale a firma del Contemporary Noise Ensemble, appositamente composta e ispirata alle opere in mostra, contribuisce al carattere immersivo del progetto.

Caterina Giannotti, esperta di calligrafia storica e sperimentale, deriva il proprio linguaggio artistico dalla scrittura a mano. Nel corso degli anni, ha esplorato la calligrafia gestuale, verificando la reciproca compatibilità tra diversi supporti e inchiostri e svincolando sempre di più il segno scritto dal valore simbolico a cui siamo soliti ricondurlo, per spingerlo in direzione di un’astrazione più accentuata. A mano a mano che la sua leggibilità si affievolisce, il segno si dissolve nel gesto e diviene percorso, orma, traccia. Il segno, in altre parole, cessa di essere quell’unione tra significante e significato, così come lo identifica la semiotica classica, perdendo in modo irreversibile la sua univoca leggibilità.

Groter Walpius dichiara con franchezza: “Cerco di realizzare con i colori ciò che la natura compie spontaneamente con il tempo”. Tali parole, che colpiscono per la loro efficacia e semplicità, guidano la sua ricerca attraverso i molti medium e supporti da lui sperimentati nel corso degli anni. Artista poliedrico, dalla marcata impostazione pittorica, è solito lavorare per cicli, concedendosi tempistiche lunghe, assecondando così ritmi naturali, anche nell’ideazione delle opere stesse. Le sue composizioni prendono forma per stratificazioni successive, attraverso una serie di gesti ritmicamente ripetuti, per questo motivo assimilabili nel loro complesso a un rito. Tale aspetto proietta l’intera operazione artistica in una dimensione di silenzio e sacralità, che di per sé invita alla riflessione.

Mattia Lapperier (La Spezia, 1989) è storico dell’arte, curatore indipendente e docente. Laureato in storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Pisa, conseguito un master in management degli eventi artistici e culturali, attualmente collabora con gallerie, musei, fondazioni, spazi indipendenti e associazioni culturali in Italia e all’estero. I suoi interessi spaziano dall’arte del XX secolo alle ricerche contemporanee, con particolare riferimento alla pittura informale, alla ceramica artistica e agli studi d’artista. Dal 2021 collabora con Espoarte, rivista per la quale cura #TheVisit, rubrica incentrata sugli studi e le tecniche d’artista. Ha pubblicato per Vanillaedizioni: Luigi Russolo incisore. Catalogo generale delle acqueforti (2020); La Via dell’Ambra. Reloading (2020); 40 days. Artisti in quarantena (2020); Sintesi emotiva (2022); TassonArt. Genius loci (2024); Spazi liminali. Ricerche, osservazioni, esplorazioni attraverso venticinque studi di artisti contemporanei (2024). Vive e lavora alla Spezia.

TuboCubo presenta:
Prato privato /Caterina Giannotti – Groter Walpius
A cura di Mattia Lapperier
Palazzo Buttini, Pontremoli
Oscillazioni, rassegna di arte contemporanea diffusa, a cura di E. Donadel, I. Enrione, G. Neri
5 – 14 settembre 2025
Inaugurazione: venerdì 5 settembre 2025, alle ore 16:30
Orari: ven-sab: 15:00-18:00 / dom: 10:30-12-30 e 15:00-18:00
Con il patrocinio del Comune di Pontremoli
Con il contributo di Fondazione Carispezia




