Massimo Angèi non raffigura e – allo stesso tempo – non si abbandona neppure a una totalizzante astrazione aniconica. La sua pittura suggerisce, allude, bisbiglia allo sguardo, senza rappresentare.
Legni anneriti, carboni, ceneri, residui incombusti di rifiuti; questi sono i pochi appigli figurativi che affiorano in superficie dalle fitte nebbie che si espandono nei dipinti di Federico Mazza. Un afflato trascendentale li anima.