Spazi liminali

Ricerche, osservazioni, esplorazioni attraverso venticinque studi di artisti contemporanei Volume a cura di Mattia Lapperier (Vanillaedizioni, 2024) Per leggere l’intervista completa su “Spazi

TassonArt Genius loci

Elisa Ceneri – Mattia Cleri Polidori – Dellaclà – Pietro Desirò – Alessio Manfredi – Giovanni Maranghi – Gualtiero Meloni – Alice Muratore

Retaggi

Flavio Tiberio Petricca – Alfredo Rapetti Mogol A cura di Mattia Lapperier 17 settembre – 20 novembre 2022 Grosseto, Polo Culturale Le Clarisse

Spazi liminali

M. Lapperier, Spazi liminali / Ricerche, osservazioni, esplorazioni attraverso venticinque studi di artisti contemporanei, Vanillaedizioni, Albissola Marina, 2024. SPAZI LIMINALIRicerche, osservazioni, esplorazioni attraverso

TassonArt Genius loci

M. Lapperier, TassonArt Genius loci, Vanillaedizioni, Albissola Marina, 2024. TassonArtGenius Loci Mattia Lapperier TassonArt Testo di Mattia Lapperier Il borgo di Tresana è

TassonArt 2024 – Genius loci

Il Genius loci, locuzione latina che originariamente metteva in correlazione un’entità metafisica (il Genio) e un luogo fisico (un villaggio, una città), in epoca moderna corrisponde all’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche ed espressive che caratterizzano un luogo e lo rendono unico, irripetibile e connotato nel tempo e nello spazio...

Morfogenesi

Mattia Cleri Polidori scruta la segreta architettura interna alle cose. Da sempre attratto dalle forme della natura, o meglio, dalla peculiare struttura costitutiva che presuppone e determina tutti gli elementi naturali, ancor prima di dipingere, indaga, studia, colleziona e fotografa esemplari.

Traccia

Un segno impresso sulla carta reca in sé la possibilità di esprimere, la facoltà di conoscere, la consapevolezza di tramandare. Il segno impresso sulla carta rappresenta la forma più semplice di comunicazione; nella sua fisionomia più elementare lo si sperimenta sin dalla più tenera età, ancora prima di articolare il linguaggio.

Belik. IncarnationS

La scultura di Florian Poulin reca in sé una condizione di conflitto permanente. Le sue belve dai denti aguzzi e minacciosi sono esseri feroci colti in posizioni plastiche. L’artista oppone strenua resistenza alla tenacia del materiale metallico, per piegarlo al suo volere.

Prospettive divergenti

Il mare a cui si riferisce Petracci non è solo quello che ha fatto da sfondo alla sua infanzia, è, a un livello più profondo, quello della coscienza. Le opere proposte in mostra, fluttuanti e sospese, offrono dunque visioni fugaci della sua interiorità. Sono una porta lasciata aperta che chi guarda è invitato a varcare.